Strumenti musicali a Venezia

Strumenti musicali a Venezia nella storia e nell’arte dal XIV al XVIII secolo,Turris, 1995

“Chi ci sa dare la nota equilibrata, quella che accorda unitamente la maggiore giustezza possibile dei dati eventuali con l’accorta, sensibile bilancia dei valori? Proviamo dunque a leggere Toffolo.”: dalla Presentazione di Claudio Gallico.

“[...] un lavoro immenso [...] oltre alla notizia importante e alla citazione di tipo accademico, compare sempre la curiosità, l’aneddoto o l’aspetto particolare di un certo problema. Oltre alla lettura piacevole, anche l’occhio è appagato per la quantità e la qualità del materiale iconografico, e il volume [...] ha la ricchezza del catalogo d’arte [...] un libro essenziale, e un formidabile, esso stesso, strumento culturale.”: Giorgio Ferraris, il Fronimo, luglio 1996, pp. 47 – 48.

“È  da  pochi  mesi  in  commercio  eppure  questa  pubblicazione  fa  già parlare di sè e si distingue fra le altre [...] un quadro vivo e   brillante”: Stefano Demicheli, La Gazzetta della Musica, febbraio 1996 – n. 1, p. 7.

[...]  Uno  sguardo  critico  sapiente  e  soprattutto  aperto  e  lungimirante, capace   di   vedere   in   una   sola   disciplina   le   complesse   relazioni che    essa    mantiene    con    ciò    che    apparentemente    potrebbe    dirsi estraneo  o  diverso”:  Gente  Veneta,  n.  17,  11  maggio,  1996,  p.  13.

“[...] The color plates are elegantly reproduced [...] Toffolo play the icnography straight – that is, he trusts the detail in the paintings for guidance in recostructing the history of the instruments [...] is inherently interesting [..] extensively researched and documented [...] Scholars will find a wealth of leads to follow. Toffolo has offered some tantalazing clues to German-Italian interaction.”:  Eleanor  Selfridge-Field,  Notes,  june  1997,  pp.1152  -  1153.

“Toffolo has gathered togheter a series of six essays wich he wrote after the publication of his monumental work, Antichi strumenti veneziani [...] they reflect a multidisciplinary approach [...] and they provide new ground for further study and research [...] impressive [...] Enlighting and informative [...]. K.A.  McIver,  Imago  Musicae,  XVI/XVII,  1999/2000,  pp.  288  -  289.

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